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Il Flori seppe tuttavia legarsi profondamente con i pochi parrocchiani instaurando
nel tempo con loro un bellissimo solidale rapporto sia umano sia pastorale. Uomo di vastissima cultura, è stato un prezioso punto di riferimento, per quasi tutti i sacerdoti della Diocesi che lo hanno
avuto come insegnante; per i suoi parrocchiani, ma anche per i molti amici che trovavano in lui una guida sicura, un eccezionale maestro. Studioso attento di teologia e di letteratura, sia antica sia
moderna, affidava le sue riflessioni, prose e versi, a preziosi diari, che raramente mostrava a qualche amico. La sua forte personalità e sapienza attirarono verso il Seminario pientino importanti uomini di
cultura tra la quale: Carlo Betocchi, Geno Pampaloni, Elio Fiore, Carlo, Bo, Mario Specchio, Leone Piccioni. Fu proprio Leone Piccioni che negli anni settanta, presentò Don Flori al Poeta Mario Luzi.
Da allora nacque, consolidandosi sempre più nel tempo, un'amicizia fraterna, che portò Luzi a passare ininterrottamente tutte le estati a Pienza, ospite di Don Flori nell'ormai vuoto seminario. Un
appuntamento caro ad entrambi. Durante quei mesi estivi, quelle lunghe conversazioni, sono nate alcune tra le più belle pagine del poeta fiorentino (vedi il
libro: Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, ed. Garzanti, e le poesie: Pasqua Orciana, ed Eglise dedicata proprio a Don Flori). Dell'importanza dell'amicizia con Don Flori, Luzi parlerà
spesso in interviste e libri fra i quali: La Porta del cielo, edizioni Piemme, Colloquio con Mario Specchio, edizioni Garzanti. Anche Leone Piccioni ha scritto spesso su Don Flori, indicandolo sempre
come maestro e poeta di autentico valore. Le Opere: Dopo diversi scritti per lo più di carattere sacro, pubblicati via via dall'Osservatore Romano, alcune sue poesie furono pubblicate nella prestigiosa
rivista L'Approdo a cura di Leone Piccioni, suscitando subito grande interesse. Due anni fa, per iniziativa di amici e studiosi, tra i quali, Leone Piccioni e Don Ivo Petri, la Fondazione del
conservatorio San Carlo Borromeo pubblicò con le edizioni Piemme, il volume "Crogiolo Perenne" contenente, come scrive Luzi, nell'introduzione "immagini, sensazioni, annotazioni
critiche, appunti di teologia, poesie in un perenne crogiolo di intuizioni e invenzioni". Ma i quaderni che Don Flori ha riempito per decenni e che
ha lasciato sono molti, si spera che siano presto ripresi e pubblicati. |