centroluzi
La Sede
La Biblioteca
L'Archivio
Luzi e Pienza
Attività 2009
Attivita' 2008
Attivita' 2007
Attività 2006
Attività 2005
Altri Anni
Un amico
Comitato
Galleria

PORTALE PIENZA

SCRIVICI

3. IL TACCUINO di "Notizia di Giuseppina"
      a cura di Stefano Verdino

             Tra le carte che ho recuperato di Mario Luzi vi è un taccuino di 25 fogli (cm.11,5 x 8), mutilo della copertina e di vari fogli che conserva prove di versi, secondo il modo di comporre del poeta da me descritto nell' Avvertenza all'edizione mondadoriana di L'opera poetica. Si tratta di versi rapidamente annotati, in una scrittura molto veloce e minutissima, poi ripresi e rielaborati in poesie note. In particolare il taccuino evidenzia, a c. 5r-6r l'incubazione di una poesia "brada" Ben altri da te, qualcuno coglie il senso, per la prima volta raccolta in Perse e brade in L'opera poetica nel 1998, ma soprattutto documenta - da c. 1r a 15r, pur se discontinuamente - l'elaborazione di espressioni e versi poi confluiti in Notizie a Giuseppina dopo tanti anni , uno dei testi più noti e più importanti della poesia luziana, compreso in Primizie del deserto e datato 1949.
               A quei primi anni del secondo dopoguerra risale evidentemente il taccuino, che qui ho fedelmente trascritto, quasi "diplomaticamente", come primo documento integrale degli "scartafacci" luziani.  Per la trascrizione ho usato gli stessi criteri seguiti nell'edizione mondadoriana sopra citata e colà esplicitati. 

c.1r

    [a matita nera]

             casa finestre [?]

corsa tra i vetri e il cielo (e le finestre)

    [a matita blu]

la vibrazione d'elitra sui vetri

in una voce altissima abbrunata

    [a penna]

che scavano la nebbia grave, l'alba                  vani avvenimenti d'anni spenti

inflitta alla città che ancora dorme                    più di quanto non dice d'ogni storia

                                                                      corsa  tra i vetri, il cielo e le finestre

c.1v bianca

c.2r

    [a matita nera]

che prepara, che ordina questo grave silenzio

per il giorno futuro e queste voci

che scavano la nebbia triste, l'alba

inflitta alla città che ancora dorme?

                                                         finché sulla città

notturna ancora brucino i colori

l'albero coronato

di silenziosi profili lunari

c.2v bianca

c.3r

    [a penna]

                        il sole indura

nella sua luce fissa, in te invariante

    [a matita]

- sensi -  (allacciare

                  la prima

                  quartina di Nel silenzio

                                     d'orifiamma

                                     con [parola illeggibile])

c.3v bianca

c.4r

    [Elenchi a matita di nominativi di scrittori contemporanei]

c.4v

    [a penna - varianti per la poesia a c.5r]

                     finché tra volti di deserto

e di ghiaccio di stelle e di finestre

dinanzi a quale nascita rovina

              a che principio quale perdita?

c.5r

    [a penna]

Ben altri da te qualcuno coglie il senso,

<il segreto non oso dire> +dire il segreto non oso+, è più di quanto

ci sia dato, di questi oscuri transiti

di queste ore che vegliano indecise

tra inverno e primavera, sulle cime

nere lucide degli alberi <esitanti>+sul colle+.

 

A che mutazione<,> e mutazione in che? -

si preparano i venti rattenuti,

a che imminenza della vita tace   | cede

la vita costretta in <vetri>+stelle+ ed in finestre

dinanzi a quale inizio cupo rovina?

c.5v bianca

c.6r

    [a penna]

A che mutazione - e mutazione in che? -

si preparano i venti rattenuti,

a che imminenza della vita cede

la vita, e in quali freddi ricettacoli

abbagliati di stelle e di finestre,

dinanzi a quale nascita rovina?

c.6v bianca

c.7r

    [indirizzi a penna]

c.7v  bianca

c.8r

    [a penna]

che ponti lanciati,

che ombra rannicchiata sui gradini / del tempo

                                                                          si ridesta

il bambino e la nuvola

il vento e i vetri, splendido colloquio

c.8v   bianca

c.9r

    [a penna]

che ombra rannicchiata sui gradini del tempo

leva il capo, si ridesta a questo vento

<di vita>+crudele+, se non sei tu,  quali ponti

lanciati e verso dove sono le nostre vite.

che ombra rannicchiata sui gradini del tempo

leva il capo, si ridesta a questo vento

crudele che sul volto soffia vita

e rovina e necessità celeste.

e che ponti lanciati e verso dove

sono le nostre esistenze.

c.9v

    [a penna]

E che vento risale in me che affanno

che paesaggio dove muore l'onda

e nel cielo +che+ salpa <stride> un pino +stride+

d'uccelli che rimpatriano, che lande?

c.10r

    [a matita]

un paesaggio discende | risale a me,  si veste

dove la mente si smarrisce

<dove +su+ l'onda>

dove muore l'onda

dove spira il suo affanno celeste

    [a penna]

che paesaggio dove muore l'onda

dove spira il suo affanno celeste

stride un pino nel cielo che va via

                                           (salpa)

c.10v bianca

c.11r

    [a penna]

              la materia del sogno

tra i vento e i vetri splendidi colloqui

tra il bambino e la nuvola sul greto

se la tua oscura quantità di morte

s'abbatte negli specchi repentini

procellose città ornano l'occidente

                        e un volo umido sfiora

gli embrici, le piante

c.11v

    [a matita]

Parlami ancora e sappi che mi strazi

c.12r

    [a matita]

Ombra anche tu nel <tacito>+limpido+ colloquio

tra il vento e i vetri, tra la luna e il giorno

lo spasimo del mare contro i pini

insolenti di rondini

La sera che un dubbioso sguardo esplora

    [a penna]

tutto uguale a se stesso immoto.  invariante

c.12v  bianca

c.13r

    [a penna]

percorre il suo pensiero

c.13v

[a matita copiativa]

                inseguito

    [a penna e matita copiativa]

dove non ci fu tempo d'arrivare

[a matita copiativa]

i passi con cui ci si allontana

i passi con cui si ritorna

entri nei miei pensieri e n'esci

                   le burrasche

di gelsomino sentono e di glicine

c.14r

    [a penna]

       vegliava ed elaborava la mia immagine

mentre dormivo il lungo <sogno>+sonno+ avventuroso

     mi trovo qui, a questa età che sai

(non ho avuto modo o tempo di scegliere,

    spinto dalla forza delle cose)

non so quel che ho voluto o mi fu imposto

c.14v  bianca

c.15r

    [a penna]

               che speri, che ti riprometti, amica

               dal tuo triste viaggio che risale

               il fiume d'anni, l'animo, lo spazio

(il sole)   la luce fino a dove le burrasche

               hanno una voce altissima abbrunata

               di gelsomino sentono e di glicine.

da 15v a 23r bianche

23v

    [a matita - appuntamento]

24r

    [disegno]

24v-25r

    [a matita - conti]

25v

    [a matita - nominativi]

 


SITO UFFICIALE DEL CENTRO STUDI MARIO LUZI "LA BARCA" - COMUNE DI PIENZA - SITO OTTIMIZZATO 800 X 600 - COPYRIGHT 2001

Realizzazione: IMMAGINA SAS PIENZA  per il Comune di Pienza