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Brani tratti da alcuni scritti di Luzi |
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Pienza, meta da tanti anni dei miei soggiorni estivi. Fra me e questo luogo c'è una simbiosi tutta
immaginativa più che esistenziale. Ma questo appuntamento mi sostiene durante gli sconforti dell'anno; penso, quando sono a Firenze o altrove, che c'è questo posto in cui posso riconoscermi e ne
ricevo forza. |
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Invece il profilo del Monte Amiata, che guardo dalla finestra, a Pienza, è come una visione della
memoria, filtrata attraverso il tempo. Proprio il suo profilo, appare talmente delicato che non è più una montagna, è una forma dell'avventura umana: potrebbe essere la montagna del
Purgatorio, il Paradiso terrestre. Una straordinaria epifania. |
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Questo spazio, questa luce variabile, questo ritmo delle colline che s'inseguono è una specie di grammatica del subcosciente
che però ora viene alla luce. Tutto mi chiama qui, perché qui siamo al massimo della solitudine, ma anche dell'opportunità più autentica di colloquio. |
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Vi soffia la brezza che la mattina corre in direzione del mare e che a sera, ritorna più calda, verso terra. Da
quell'oasi che si apre accogliente al mio esodo, intuisco l'ozio dei vegliardi, ascolto l'ascesa del fragore sordo e chioccio degli uccelli verso il canto, il silenzio, il grido di felicità
che colma il giorno, l'operosità della valle che rimbalza e si risponde in opere artigiane, in mugli di motori spinti al solco delle arature. E ancora. un silenzio "non
silenzioso", in quanto voce e linguaggio della natura, dell'universo. Anzi, di più: un discorso continuo, sempre in atto, che, in verità a volte noi interrompiamo con un dire
frammentario e provvisorio |
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Pienza e il suo paesaggio: una chiara immensa vallata, una fissità continuamente mutevole e
trasecolante, l'infinito scritto e cancellato nel cielo e in quella terra aperta, mille volte al giorno. |
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Così, nella mia nicchia di solitudine, mentre il giorno umano e non umano sfugge alla terra, dall'incavo
dei suoi piccoli monti e si eclissa tra le pieghe dei suoi aridi dossi, l'animo elabora anche una nostalgia dei propri simili, del contatto con il mondo degli uomini: perché é nella separatezza che
viene rivalutata la totalità. |
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Il cuore, da una condizione di malinconia, deborda, allora, ad una "carità" universale che
nasce dal senso acuto della fragilità umana, della vita, della bellezza. E tutto ciò è attesa, promessa. |
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Pausa di privilegio alla mia traversata - sosta che l'animo in accelerazioni di slanci desidera smanioso e quasi
ingordo - è la terra orciana, quella più alta, oltre San Quirico, fino a Montepulciano, a Pienza. Visione che appare come un fondale della memoria o un luogo del sogno su cui un oscuro
senso esaltato percepisce il brivido d'una misteriosa ventilazione.Lassù, infatti, il vento è una specie di respiro
misterioso del pianeta |
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